Formiche
31 Agosto 2019

I veri limiti del Dropshipping, partita iva e costi

In questo ultimo periodo stiamo sentendo parlare di questo nuovo business: il così detto Dropshipping. Vi sarà sicuramente capitato di vedere molti video sponsorizzati su Facebook o Instagram in cui una più persone vi parlano di questo nuovo metodo per guadagnare in modo semplice e diretto. I costi da sostenere sono sempre molto vaghi, si parla di shopify (che non ho mai provato e non su cui non posso dare un giudizio effettivo) e di questi fantomatici 29$ al mese che bisognerebbe investire per avviare la propria attività. Quello che ci colpisce fin da subito è il fatto di poter avviare un negozio online senza un magazzino e con la possibilità di vendere prodotti senza acquistare alcun prodotto in anticipo e persino senza occuparsi della spedizione dello stesso. Niente di più vero, infatti è proprio così che funziona il dropshipping; in sostanza basta avviare un ecommerce, mettersi d’accordo con un fornitore che è facilmente reperibile su store come Aliexpress, Alibaba, Wish e simili e fare un accordo in modo che si occupi della spedizione del prodotto che avete deciso di inserire sul vostro store. Non avrete spese iniziali per quanto riguarda l’acquisto del prodotto e la spedizione, questo renderà il processo molto più semplice per voi. Ma c’è qualcosa che non vi dicono ed è una cosa di cui vi voglio parlare.

Ulteriori spese da sostenere

Dopo avervi spiegato, in modo molto ridotto, il fenomeno del dropshipping, vorrei parlarvi di qualcosa di cui molto spesso (se non nella maggior parte dei casi) non si parla: le vere spese che bisogna sostenere. Anche io mi sono informato perchè volevo aprire il mio store vista la grande potenzialità del business ma, essendo un tipo insicuro, mi sono fatto alcune domande che per me erano di vitale importanza; domande che cercavano risposte senza le quali non mi sarei sentito pronto per partire. Probabilmente alcuni di voi, proprio come me, sono arrivati a farsi queste domande, molti altri invece, non ci hanno ancora pensato. Proprio per questo ho voluto scrivere questo articolo, perchè penso che ognuno debba avere un parere sincero da qualcuno che non ci guadagna niente nel darlo e soprattutto che non vende corsi online per diventare ricco e che non millanta di aver avuto guadagni esorbitanti con uno o l’altro business del momento. Perciò prima di parlarvi delle vere spese da sostenere vorrei consigliarvi di non farvi prendere subito dall’idea di ottenere guadagni facili senza sforzi e senza investire in risorse reali, soprattutto quelle economiche.

La prima domanda che mi son fatto è stata “serve la partita iva per aprire un e-commerce e iniziare col dropshipping?” La risposta a questa domanda è “sì”; qualsiasi negozio, sia fisico ma anche online deve sostenere delle spese e deve essere in regola (questo non vale se intendete evadere le tasse ma credo di star parlando con persone oneste e che vogliono effettivamente avviare un’attività senza problemi legali e con la massima trasparenza e rispetto della legge). Quando si vendono beni o servizi in modo occasionale si potrebbe non aprire la partita iva perchè appunto non si tratta di una vendita duratura bensì di un esperienza occasionale che non è destinata a portarvi un’entrata continua nel tempo. Di solito per le vendite occasionali si può non aprire la partita iva se non si superano i famosi 5.000€ di profitti/anno. Ma ci sono anche altre spese da dover sostenere se si decide di avviare un e-commerce con un’entrata fissa nel tempo che, come si spera quando si inizia in questo tipo di business, è destinata persino ad aumentare. Se avviate un negozio online dovrete anche iscrivervi alla camera di commercio e, probabilmente, anche all’INPS poichè sarete a tutti gli effetti i proprietari si un negozio. Il dropshipping è solo un nuovo metodo, a parer mio molto interessante, di fare business. Ma questo non significa che bastano pochi clic per ottenere guadagni stratosferici senza investire un minimo di capitale iniziale. C’è chi vi parla dalla propria cameretta con un microfono scadente ed una connessione ancor meno performante e vi promette che raggiungerete i 100 mila euro al mese in poco tempo. C’è chi vi vende corsi, chi vi racconta della propria esperienza personale (includendo racconti fantastici su come sia riuscito a diventare ricco) Questi venditori dell’ovvio o del nulla sono lì perchè il loro obbiettivo è guadagnare con le vostre visualizzazioni, con le vostre reazioni e partecipazione. Per finire vorrei porvi una domanda: se conosceste un modo innovativo per alzare guadagni esorbitanti con un nuovo business semplice e alla portata di tutti, lo direste a tutti? Dispensereste consigli così generosamente? Penso che bisogna avere onestà intellettuale. Chi spiega come guadagnare col dropshipping o con altre modalità dovrebbe avere l’obbligo morale di spiegare tutto, anche i veri “contro” di questo o quel business.

Le spese iniziali secondo il mio punto di vista:

  •  Shopify 29$/mese oppure un e-commerce creato da voi se ne avete le capacità.
  • Costo partita iva (non posso darvi un vero e proprio costo preciso perchè potrebbe variare in relazione del tipo di attività che volete avviare e non solo)
  • Commercialista
  • Iscrizione alla camera di commercio e INPS (solo secondo determinate attività).

Questo è quello che ho capito dalle mie ricerche. Se voleste veramente avviare un’attività del genere contattate il vostro commercialista. Scrivete nei commenti per dare un contributo o per raccontare la vostra esperienza, bella o brutta che sia.

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